lunedì 5 maggio 2008

Coma(Tosi)


(il sindaco Flavio Tosi all'ingresso dell'ospedale di Verona mentre si reca al capezzale del giovane Nicola Tommasoli, in coma, per portare la solidarietà della città, foto SGC)


Verona, 5.5.2008. Per il sindaco scaligero, Flavio Tosi, i giovani che hanno ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli «sono solo dei deficienti, teppisti, la politica non c'entra niente».
Il capogruppo al comune di Verona della lista del sindaco è un ex naziskin condannato l'anno scorso per istigazione all'odio razziale.

30 commenti:

Riccardo ha detto...

Come sei poco sciolto , umbroso. Per me questa storia di Verona piena di nazi che picchiano vale quanto Roma piena di rumeni che stuprano. Bullshit di quei quattro cialtroni dei giornalisti!

l'umbro(so) ha detto...

Il gruppuscolo individuato a Verona non pare sia in realtà tanto "-uscolo", pare non sia alla prima "bravata" del genere, pare goda di un certo seguito tra giovani e parte della tifoseria veronesi, pare abbia manifestato più volte e in maniera plateale il pensiero - si fa per dire - che lo anima, pare si chiami Veneto Fronte Skinheads e conti su qualche centinaio di aderenti attivi, che per una città piccola come Verona non mi sembrano affatto pochi. Umbroso poco sciolto e prestigioso, è vero. La svastica, però, quasi sempre lo destabilizza. Per una volta, passateglielo

Riccardo ha detto...

Va bene, va bene, e comunque i rumeni stuprano!

Cissiboy ha detto...

e i marocchini spacciano...

...e gli zingari rubano...

Claudia ha detto...

non è proprio la stessa cosa... e certo dopo una campagna elettorale incentrata sulla sicurezza, fa un po' specie sentire che se a commettere un crimine orribile è uno straniero, allora è emergenza. Se a farlo è un gruppo di italiani, peraltro dedito a reiterate "ronde" (tant'è che la polizia li teneva d'occhio da un po'), allora si tratta di un caso isolato.

nanni ha detto...

Ragazzi, scusate, ma questa volta sono pienamente in accordo con l'umbroso; chiamiamo almeno in questo caso, le cose per quello che sono: a Verona c'è stata un'aggressione neofascista. Punto. Senza fare, per una volta, verbosi distinguo. Questo non significa che tutti i veronesi sono fascisti, così come è vero che non tutti i rumeni sono ladri. Però a Verona un ragazzo di 29 anni è morto perchè malmenato da un gruppetto di coglionazzi fascisti. Coglionazzi, ma fa-sci-sti. (perdonate la poca scioltezza).

Riccardo ha detto...

Il problema non è se sono fascisti, nazisti, nazi-fascisti, di estrema destra o skinheads. Sono dei delinquenti punto e basta, e ora ci aspettiamo che paghino salato il loro omicidio.
Interroghiamoci piuttosto su quanto dice claudia: perché l'unica cosa che la polizia poteva fare era "tenerli d'occhio da un po'"? Come al solito si chiude il recinto quando i buoi sono già scappati.

Claudia ha detto...

Esatto Riccardo, hai colto una cosa non da poco... Ci sono volute TREDICI aggressioni in due anni (vedi Corsera pag.5) per fermarli? Va da sé che questi sarebbero i-d-i-o-t-i anche se non ci fosse alcun richiamo all'estrema destra, ma i cortei e i concerti del VFS sono un fatto, il rifiuto di Dalle Donne di entrare in una sinagoga durante una gita scolastica (vedi Bonerandi su repubblica) è un fatto.
E derubricare tredici aggressioni di questi soggetti (senza un arresto) a 'incidenti' forse è proprio da struzzi.

Ales(Sandro) ha detto...

Quello che è successo a Verona sale alla ribalta delle cronache solo perchè ci è scappato il morto...domenica mattina alle 7, un gruppo di 60 napoletani (non oso chiamarli tifosi) ha teso un agguato ad un pullman di tifosi romanisti all'altezza di un autogrill in Toscana! Se ne è parlato pochissimo...in galera a vita i codardi e i vigliacchi capaci solo di colpire alle spalle e in gruppo!!

Anonimo ha detto...

Parole sante Alessandro!

l'umbro(so) ha detto...

tratto distintivo del fascismo è la violenza (la bibliografia in materia, a cominciare da quella del ventennio, è sconfinata).

mi limito alla voce "fascista" da wikipedia:

Fascista, è colui che accetta con orgoglio uno strapotere statale. Egli si identifica nel leader carismatico, nello stato e nel popolo in maniera ascetica, spirituale, anche a costo di rinunciare alle proprie libertà civili. Il fascista (storicamente inteso) è anche l'individuo che tende a apologizzare la violenza, intesa come fenomeno di "epurazione dal male", sia in riferimento alla tendenza imperialista nazionale (sottomissione di nazioni ritenute "da conquistare"), sia in riferimento alla politica interna e quindi di repressione dei "non fascisti" (come esempio in questo caso può essere citato lo squadrismo).

Andrea ha detto...

quello che penso è che se avesse perpetrato questa atrocità un gruppetto di Bestie di Satana, di Testimoni di Geova, di Suonatori di Anime, di Qualunquisti, di Benefattori, e di mille altre possibili aggregazioni, poco sarebbe cambiato. E' vero, dichiararsi fascisti estremi non fa che dare un sapore fortissimo di premeditazione più che in altri assassini.
Il punto ultimo dell'analisi è però che quando alcuni individui si sporcano con azioni contro il primissimo diritto alla dignità, con dichiarazioni e prodromi più o meno gravi di future malfatte, la nostra comunità (non parlo di Stato perché è vago e troppo facile), la comunità Italiana, nelle diverse declinazioni comunali, provinciali, circoscrizionali ed altro, ma dove C...O sta? Possibile che sempre, sempre, almeno da quello che esce fuori dai media, "chiude il recinto quando i buoi sono già scappati", per poi riaprirlo poco dopo? Più che tollerenza zero basterebbe intelligenza superiore al -1!

Un amico dell'anonimo ha detto...

Parole santissime Andrea!

Rico ha detto...

Ma come nasce 'sta faccenda dei recinti, da cui poi ogni volta i buoi sono costretti a scappare? Ho scoperto che esiste una città che si chiama Verona anche nell'Illinois, ma lì a quanto pare l'amministrazione federale ha vietato l'ambientazione di commedie che finiscono in tragedia.

Cissiboy ha detto...

Chi parla di aggressione fascista commette un grave errore di valutazione.

In questo caso non c'è proprio la matrice fascista/politica/razziale alla base di questa vile aggressione. Ci sono dei ragazzi estremamente violenti che trovano nello stadio e nei circoli neofascisti un canale di sfogo.

Tutti abbiamo avuto a che fare con attaccabrighe per cui ogni pretesto e' buono. Questi raggiungono gli estremi. Ma la politica io proprio non ce la vedo..

Anch'io con la mia famiglia sono stato aggredito a Peschiera (VR) da un gruppo di ragazzi attaccabrighe, mio padre ci ha rimesso una frattura al naso...se le indagini fossero andate avanti forse si sarebbe scoperto che erano tutti accomunati da simpatie di destra (cosa probabilissima nel veronese)...ma la politica anche in quel caso sarebbe stata solo fumo negli occhi di chi non vuol vedere la mancanza di legalita' in Italia

Riccardo ha detto...

La penso come cissiboy e Andrea

Penna74 ha detto...

C'è qualcosa che mi sfugge. Forse perchè non sono un fumatore e in tutta questa storia, questa brutta storia, si è detto, scritto e letto di tutto di più che forse post in più o post in meno, nessuno se ne accorgerà.
Da nessuna parte ho notato un piccolo particolare che è sfuggito ai più: la scelta. Perchè è stato scelto proprio Nicola?
Se io chiedo una sigaretta a qualcuno, per fortuna non fumo, "scelgo" a caso tra la folla, magari osservando se qualcuno intorno a me fuma, se giocherella con un accendino, o ha le dita ingiallite, o forse se lo sento respirare con affanno... Non penso, ma ribadisco grazie a Dio non fumo, potrei sbagliarmi, punterei un ragazzo che ha la sigaretta in mano assieme a tanti altri e "scelgo" lui non per la marca, sottolineo, forse non l'ho mai fatto, grazie a Krishna non sono un fumatore, non lo scelgo perchè ha i capelli raccolti in un codino. Ora, non essendo io un fumatore e a 'sto punto agnosticamente me ne vanto, non credo che ci sia una diretta corrispondenza tra il povero Nicola foltocrinito grazie all'ottimo sapore della sigaretta. Arrivo però a una conclusione. Gli aggressori nello scegliere Nicola hanno fatto una "scelta"... fascista

Rico ha detto...

Quindi, come suggerisce Penna74, forse erano solo nervosi perché non riuscivano a smettere di fumare...

l'umbro(so) ha detto...

Tranquillizzo subito il Vate Riccardo: non sarò sciolto.
Il discorso di andrea è interessante e sulla carta inattaccabile: basterebbe il ragionamento, basterebbe la sensibilità, ad impedire che poi ci si debba trovare a fare i conti "a buoi scappati". Vero. Ma il ragionamento, forse, nasce da un percorso; così come la sensibilità e tutte quelle altre qualità che ci differenziano da un primate e ci rendono essere umano. Dopodiché, preciso e insisto: è la Storia a insegnare che a non voler chiamare le cose con il proprio nome, a voler cercare sempre una forma di par condicio su tutto a tutti i costi (un morto di qua, una bandiera bruciata di là), a voler catalogare sotto la specie di "bravata" ciò che questo tempo di (finta) assenza di ideologie non può chiamare altrimenti, ebbene tutto questo - temo - di "bravate" del genere ce ne farà contare altre. Ragazzi che hanno svastiche o celtice come vessilli dietro cui marciare, che in Hitler o Mussolini vedono grandi uomini, che della difesa della razza fanno parola d'ordine, che nel diverso - il frocio, il capellone fricchettone ecc. - vedono la feccia, ebbene ragazzi del tutto uguali, ci sono già stati: in altri decenni, in Italia e Germania. Ripeto: leggete, documentatevi (segnalo l'interessante articolo di Alessandro Piperno oggi sul Corsera - parla di un libro, ma ci sta tutto!), fortunatamente la bibliografia è sconfinata. Fortunatamente i fascisti (di allora) e i nazisti (di allora) non ebbero l'accortezza di nascondere i loro propositi. Pensavano che non sarebbero mai "passati" e non ebbero remore di lasciare tracce. Hanno (pre)scritto abbondantissimamente ciò che poi hanno messo in pratica. E una dote va loro certamente riconosciuta: dicevano/minacciavano "A" e facevano "A". A cissiboy rammento solo che quando il regime nazista ha messo in atto il cosiddetto piano della "dolce morte" (noto come "programma T4"), lo sterminio cioè di circa 150mila persone la cui vita non era "degna di essere vissuta" (malati mentali, lungodegenti cronici, epilettici, deformi, sordi e muti dalla nascita ecc.), o l'eliminazione di barboni e mendicanti "cronici", omosessuali ecc., i loro presupposti culturali/ideologici erano (ai miei occhi) orribilmente attuali: il principale era che il "diverso" non ha la mia stessa dignita, quindi lo elimino in quanto "feccia". E' ovvio, si è arrivati a tanto quando il nazismo (e in italia il fascismo) era trionfante: ma per l'appunto, c'era stato un lavorìo culurale formidabile, durato anni, che aveva portato - dapprima con la violenza verbale, poi con quella fisica -a far trionfare il nazismo (e da noi il fascismo) e, corollario, a trovare normale che l'ebreo, il comunista, l'omosessuale, il malato mentale, non avessero il diritto di calpestare il suolo patrio. Domande: vi ricordate - sapete - come è nato il fascismo? Chi erano i primi fascisti? Quali le loro azioni? Quali le loro parole d'ordine, le loro bandiere? Cosa scrivevano sui loro giornali? Cosa erano le squadracce? Come vinsero le prime elezioni? Cosa rappresentava per loro la violenza? Cos'era la "morte gloriosa"? Il culto della guerra? Ve lo ricordate, da ragazzi, a scuola, quando ci insegnavano che la Storia è magistra vitae? Se poi le nostre fonti sono solo Scalfari, Feltri e compagnia bella, vabbè...

Riccardo ha detto...

Sei scatenato ma accetto volentieri il ripasso di storia che faccio sempre con piacere. Penso, come te, che un certo tipo di violenza sia sempre esistita e non credo che le aggressioni e l'odio per il diverso siano nate in questo secolo. Ma ho capito il messaggio, ogni secolo ha la sua storia.
Inutile dire che mi aspetto da te lo stesso livore e la stessa netta condanna anche quando saranno altri a commettere bravate o aggressioni senza senso, magari non fasciste, magari con un estintore in mano e con in testa un passamontagna.

Cissiboy ha detto...

quoto inevitabilmente Ricky. Se vogliamo metterci in mezzo la politica, mettiamocela sempre allora..non solo quando fa comodo.

l'umbro(so) ha detto...

davvero non capisco come mai, ogni volta che ci troviamo con il fattaccio o il morto causati da qualcuno, sempre c'è bisogno di dire: eh, però quella volta anche quegli altri... Come se due torti, o due morti, facessero una ragione (o un vivo). Un ragazzo che tenta di spaccare la testa a un carabiniere con un estintore va fermato (magari cercando di non ammazzarlo); se quello stesso ragazzo ammazza il carabiniere diventa un criminale (anarchico o comunista se è anarchico o cimunista). I fatti però ci dicono che il morto a Genova è stato quello con l'estintore e che a Genova, in quei tre giorni, c'era una sorta di battaglia civile. Saprete come me quanto sia ancora aperta la faccenda giudiziaria: i black bloc lasciati scorrazzare (e che, in più di un caso, si scontrano con altri manifestanti che cercano di isolarli), molotov piazzate ad arte (intercettazioni, testimoni, magistrati lo hanno straconfermato) nella Diaz, pestaggi "casuali" a Bolzaneto ecc. A Verona il morto è un ragazzo che non dà una sigaretta. Chi lo ammazza si rifà al fascismo. In città non c'è aria di guerriglia. Il vescovo ha sentito la necessità di riunire tutte autorità cittadine (prefetto, sindaco, questore) per discutere di quello che sta succedendo "ai nostri giovani". Caro cissiboy, a me non fa comodo difendere nessuno, mai. Diffido dei violenti, sempre. Considero la violenza, come qualcuno diceva per il nazionalismo, l'ultimo nascondiglio dei mascalzoni.
E domando: i ragazzetti di Verona militavano in gruppuscoli neonazi e hanno ammazzato per il rifiuto di una sigaretta in una tranquilla notte , Giuliani si considerava un anarchico ed è morto con un estinore in mano mentre a Genova c'erano i fuochi della guerriglia.
Davvero qualcuno pensa che si possano fare paragoni?

Riccardo ha detto...

Non si possono fare paragoni, ovviamente. Infatti io non ne ho fatti. Ho solo chiesto a l'umbroso (e a chi la pensa come lui) lo "stesso livore" e la "stessa netta condanna" per entrambi i casi, e per quelli a venire. Senza entrare nel merito. Vedo però che la mia è un'illusione: da una parte ci sono fascisti, e dall'altra "compagni che sbagliano"...

l'umbro(so) ha detto...

è vero, evidentemente non ci si intende: mi si chieda, quando e se un compagno ammazzerà qualcuno in nome della rivoluzione, un commento e garantisco uguali "nettezza e livore" (giusto per intenderci, le br hanno in anni recenti ammazzato in nome della rivoluzione e per me sono comunisti assassini da maledire, chiaro?) nel giudizio. Il mio livore è sui fatti di Verona, perché a Verona sono accaduti. E stiamo parlando di un morto, non di una bandiera bruciata, di uno slogan truculento (10, 100, 1000 Nassirya), di cortei rabbiosi. Secondo me, insomma, non esiste il famoso "brodo di cultura" che possa portare ragazzi arrabbiati e disillusi ad emulare - con la rivoltella o usando spranghe e cazzotti - le gesta dei br; ugualmente, secondo me - esiste un "brodo nero" più diffuso (skins, fronte nazionale, fiamma tricolore, curve di certi stadi ecc.)che potrebbe potrare, da qui a qualche mese, a contare altri fattacci tipo quello di Verona. Spero di sbagliarmi. Senza furore polemico, sono stato più chiaro?

Riccardo ha detto...

Ok l'umbroso, non perseveriamo. Certo non si può dire che tu abbia il dono della sintesi.

l'umbro(so) ha detto...

fottiti! (sintetico?)

Riccardo ha detto...

Eheheheh..

Claudia ha detto...

lo so lo so che si voleva mettere la parola fine, però quando il presidente della Repubblica Napoliano dà ragione ad alcuni di noi, non riesco a trattenermi dall'aggiungere un ulteriore commento:

NAPOLITANO: VEDIAMO RINASCERE IDEOLOGISMO NEONAZISTA
(AGI) - Roma, 9 mag. - "Stiamo vedendo segni di reviviscenza
addirittura di un ideologismo e simbolismo neonazista, dobbiamo
saper cogliere il dato che accomuna fenomeni pur diversi ed
opposti: il dato della intolleranza e della violenza politica,
dell'esercizio arbitrario della forza, del ricorso all'azione
criminale per colpire il nemico e non meno brutalmente il
diverso: per sfidare lo stato democratico". Lo ha detto il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del
discorso tenuto in occasione delle celebrazioni della giornata
del Ricordo per le vittime del terrorismo, in corso al
Quirinale. (AGI)
Mol/Dml
091219 MAG 08

Riccardo ha detto...

Forse hai dimenticato un pezzettino del suo intervento...

Apc-* NAPOLITANO: C'E' REVIVISCENZA IDEOLOGISMO COMUNISTA E NEONAZISTA
Fenomeni opposti accomunati da violenza politica
Roma, 9 mag. (Apcom) - "Si hanno ancora segni di reviviscenza del
più datato e rozzo ideologismo comunista" e al contempo "segni di
reviviscenza addirittura di un ideologismo e simbolismo
neonazista". E' quanto afferma il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, ricordando al Quirinale le vittime del
terrorismo e lanciando un avvertimento sulla necessità di non
sottovalutare questi fenomeni perché "lo Stato repubblicano non
pu= abbassare la guardia dopo aver fatto allo stragismo e aver
sconfitto il terrorismo dilagante degli scorsi decenni".

Claudia ha detto...

++++ la censura è della redazione AGI, non mia++++ il lancio è delle 12.11

Ennesima conferma che persino l'apcom li supera. e che vale la pena aspettare l'ANSA!!!!!