venerdì 29 agosto 2008

Tozzi-Fan!!!!


Fa piacere vedere che Giannelli cita il nostro sciacquabicchieri©, il #85, o più umilmente che il nostro sciacquabicchieri© abbia anticipato una delle folgoranti battute del vignettista del Corsera.
Uno può dire che la battuta era pressocché scontata visto l'omonimia del commissario designato allo schianto della vecchia Alitalia (la bad company o se preferite un'altra funesta allegoria del Pd veltroniano) con l'impiegato più sfigato del cinema. Epperò c'è di più. Oltre il fondo amaro della burla, c'è il retrogusto insopportabile della provocazione; c'è per dirla in parole povere la somministrazione dell'olio di ricino o l'offerta al suddito dello stivale da lucidare. In questa vicenda di fine estate si oppongono la cordata bipartigiana di un gruppo di capitani d'industria, politicamente volenterosi di guidare la riscossa di un paese alla deriva versus quell'altra parte di società sfilacciata, che si attarda nella ricerca di una risposta sepolta tra le mille cianfrusaglie ideologiche del proprio bagaglio mostruosamente pesante. Il mio augurio è che questa parte così in affanno ricominci proprio da questa sua difficoltà: riprendere il viaggio!

36 commenti:

Alessandro Giglioli ha detto...

delle belle parole

Walter Veltroni ha detto...

Con Obama l'America ritroverà la leadership morale

Anonimo ha detto...

Senza Veltroni il Pd troverà una leadership

Tito Boeri ha detto...

Ora sappiamo cosa intende Tremonti per economia sociale di mercato. Senza scomodare la scuola di Friburgo, l'economia sociale di mercato socondo questo governo vuol dire la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite

Fabio Martini già ha detto...

Una cordata bipartisan è quello che ci vuole per far decollare l'Italia.

Galileo Capone ha detto...

Io aspetto un segnale per partire. Basta niente, un giornale, un libro, un titolo, un'insegna...

Roberto Colaninno ha detto...

Sono di sinistra, ma non potevo dire di no

Alessandro Profumo ha detto...

Mi appassiona avere un servizio migliore e a prezzi più bassi, ma al termine di questa vicenda avremo invece un servizio peggiore e a prezzi più alti.

Un ex amministratore delegato ha detto...

E sia, la Magliana ai magliari!

Corrado Passera ha detto...

Berlusconi in questa vicenda ha dimostrato di avere coraggio. Gli imprenditori coinvolti non fanno un'operazione mordi e fuggi, ma una vera operazione industriale.
La Banca Intesa ha realizzato un lavoro eccellente, sta svolgendo un bellissimo ruolo.

Luca Ricolfi ha detto...

Oggi si ritorna al passato, quando gli industriali erano semplicemente «filogovernativi per forza».

I grandi gruppi hanno capito che per stare sul mercato la via maestra restano i cartelli, gli accordi, i patti di sindacato, gli incroci azionari, le desistenze, e soprattutto gli scambi con il potere politico.

Piuttosto che niente, meglio la Fenice di Berlusconi.

Noi cittadini, a nostra volta, abbiamo continuato a dare i nostri voti a due schieramenti che fingono di combattersi ma hanno un solo vero punto in comune: la diffidenza per la cultura liberale, con il suo immancabile rovescio, la credenza nel primato della politica.

Nicola Rossi ha detto...

Pensare che ci possano essere degli imprenditori amici ed altri no è alla radice di alcuni degli errori più clamorosi della sinistra

Pigi Battista ha detto...

Va a monte quasi 50 anni dopo il tentativo di ricomporre l'opera a quattro mani bipartigiana 'La Rabbia' di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi.

Alberto Bombassei ha detto...

Non è destra o sinistra, chi investe rischia e lo fa per guadagnare. Sono affari, non politica.

Savino Pezzotta ha detto...

Non è stata una buona idea separare in due la compagnia, in attivo e in passivo. Come riusciranno contemporaneamente a salvare Alitalia e a sistemare le ricadute sociali. Secondo me gli esuberi dovrebbero essere a carico di chi ci guadagna.

l'archivista ha detto...

Beh comunque uno è libero di dire quello che vuole, anche 'sti grandissimi cazzi, ciò non di meno è bello coltivare la memoria e andare a vedere chi parlava a vanvera e chi invece dava un buon contributo all'informazione.

Corrado Passera ha detto...

E' una soluzione per il paese, nè di destra nè di sinistra. Potremmo quasi dire una specie di Attali.

Alberto Alesina ha detto...

E' stata un'estate di salvataggi. Da Bear Stearns a Fannie Mae e Freddie Mac all'Alitalia. Questi salvataggi Peseranno sui contribuenti. Mentre però salvare una grande banca è un qualcosa che qualche volta si deve fare (il non averlo fatto nel '29 fu causa della Grande Depressione), far pagare ai contribuenti più di un miliardo di euro per salvare Alitalia e favorire una cordata di imprenditori italiani non ha senso.

Antonio Polito ha detto...

Cinque domande:

1) Chi deciderà il prezzo di vendita degli asset della vecchia compagnia alla nuova compagnia?
2) Il prezzo dei biglietti sulle tratte che la nuova Alitalia avrà in monopolio avranno ulteriori ricarichi di finaziamento del debito?
3) Banca Intesa sarà l'advisor anche di altre future operazioni dell'Alitalia?
4) Gli attuali azionisti hanno vincolato la loro partecipazione a cinque anni. Con chi? (magari col governo che allora scadrà...)
5) Come verranno affrontati i vari conflitti d'interesse, da Colaninno a Marcegaglia a Benetton?

Riccardo Barenghi ha detto...

Esiste la destra, esiste la sinistra? Esistono gli imprenditori di sinistra, i governatori di sinistra, i sindaci di destra? Da quando Berlusconi è riuscito a far decollare la sua Alitalia non esistono più.

Se Colaninno pensasse a se stesso non solo come a un imprenditorie, ma anche come a un pezzo di classe dirigente del centrosinistra, non avrebbe accetttato l'offerta di Berlusconi.

Perché se basta l'Alitalia a scompaginare gli schieramenti, significa che questi schieramenti non hanno più nulla che li tenga insieme. Idee comuni, valori, una volta si sarebbe detto ideologie, chiamiamole visioni del mondo. Niente tutto scomparso. Anzi, volato via!

Alba Parietti ha detto...

Che sciocca sono stata, per stare a sentire un uomo e mantenere la mia coerenza politica rifiutai 9 miliardi dal cavaliere. Adesso come li vorrei!

Franco Locatelli ha detto...

Certamente il piano di salvataggio di Berlusconi messo a punto con l'aiuto di Intesa non è esente da difetti, ma gli imprenditori che hanno rischiato meritano apprezzamento. Una battaglia così non poteva essere disertata.

Massimo D'Alema ha detto...

Io invece fui accusato di aver fatto una merchant bank di Palazzo Chigi, fu un'accusa ingiusta perché feci esattamente l'opposto: mi rifiutai di garantire i poteri forti e me l'hanno fatta pagare

Piero Marrazzo ha detto...

Caro Veltroni, per fortuna le stagioni del centralismo democratico sono finite.

Roberto Formigoni ha detto...

Non è compito dello Stato fare panettoni o aeroporti

Antonio Tajani ha detto...

Da commissario europeo ai tresporti agirò senza favoritismi né accanimenti sulla vicenda Alitalia.

Salvatore Bragantini ha detto...

Da tempo Alitalia — come la Rai — non è più un'impresa, e chi rifiuta di «svenderla» somiglia al nobile decaduto che, fra le macerie del palazzo avito, dice che non lo venderà mai.

Per l'osservatore spassionato il conto del funerale — non si parli di salvataggio — è presto fatto

fantozzi ha detto...

LA SOLUZIONE ALITALIA E' UNA CORDATA PAZZESCA!

01 ha detto...

Vero è che il sindacato è stato uno dei principali oppositori della vendita della compagnia e quindi di un suo risanamento; e glielo hanno appena ricordato sul Corriere prima Dario Di Vico e poi la Marcegaglia. Ma alla svolta storica dei rapporti sindacali è difficile agganciare la partita di Alitalia, che sempre più mostra la sua valenza quasi unicamente politica.

Dario Di Vico ha detto...

La saggezza popolare suggerisce che la fortuna aiuta gli audaci, ma l'Italia è anomala anche in questo. Almeno in un caso, quello del sindacato, la Dea bendata sembra andare in soccorso dei pavidi.

Emma Marcegaglia ha detto...

Siamo pronti a firmare un accordo sui salri con chi ci sta. Se Epifani dirà no, se ne deve assumere la responsabilità.

Guglielmo Epifani ha detto...

I salari debbono dipendere da 3 condizioni: tenuta dell'inflazione, qualità della prestazione e produttività.

Claudio Scajola ha detto...

Sono sicuro che il sistema delle imprese private riuscirà ad assorbire gli esuberi. Negli ultimi 2 anni sono stati ricollocati 12.000 dipendenti in aziende sane.

La crisi Alitalia ha molti padri e non credo che il sindacato abbia le colpe maggiori.

Come ha detto anche Passera l'accordo con Cgil, Cisl e Uil è essenziale per il piano di salvataggio.

Enrico Letta ha detto...

Quella di Alitalia è un'operazione provinciale e poco trasparente

Gianni Dragoni ha detto...

Ecco 10 buone ragioni per cui il piano air-france era migliore di quello di banca Intesa.

Sono proprio 10!

Giulio Tremonti ha detto...

Se ci fosse qualcuno che avesse voglia di rilevare passività e trasporto aereo, sarebbe ancora in tempo, ma non c'è.