domenica 11 ottobre 2009

D'Alema, i porcini e la rana pescatrice


Sabato mattina. Mi aspetta una lunga giornata di fancazzismo militante.
Inizio con po' di spesa; giornali, sigarette, uova, latte, un po' di pesce e dei bellissimi porcini che la signora Elsa ha raccolto e venduto poi all' alimentari del paese.
Sono nella casa di campagna che ha una cucina bellissima e grandissima. Mi dico: "perché non cucinare qualcosa di buono?".
Prendo una decisione. Stendo una pasta acqua e farina e preparo un condimento leggero: porcini e pescatrice saltati con del brodo di carne. Metto su il brodo, e mentre aspetto dò un'occhiata ai giornali.
L'anglofilo "il Riformista", che fa tanto chic, così moderato, attira la mia attenzione con un titolo stranamente bolscevico: DOVREBBE DIMETTERSI
E' un virgolettato. Fammi vedere un po' chi l'ha detto? Mi chino sul tavolo:
"Massimo D'Alema e il futuro di Berlusconi".
Incuriosito, apro il giornale con fare soddisfatto e un po' stupito dal piglio tanto rivoluzionario di Massimo D'Alema.
Fammi un po' vedere 'sto furbacchione che dice. E Massimo spiega, analizza, disegna scenari. Mica scemo Massimetto eh?...Dice che Berlusconi non è un perseguitato, che spetterebbe al centrodestra cambiare il capo del governo e che non può farlo il centrosinistra, spiega quanto Berlusconi sia un fenomeno complesso....bell'intervista insomma.
Nel frattempo il brodo è pronto, salto porcini e pescatrice con aglio, rosmarino e un po' di sale e pepe, e il gioco è fatto. La pasta l'ho stesa sottile...cottura un minutino (massimo!...)
E a Massimo ritorno. Proseguo nella lettura e trovo idee interessanti: "il principio di maggioranza non può schiacciare quello di legalità", "la nostra via passa dal tornare a convincere la maggioranza degli italiani", "era sbagliata l'idea di un bipartitismo che si impone per legge", poi, all'improvviso, il crollo: "C'è ancora chi pensa che Berlusconi stia lì perché i magistrati non l'hanno preso o perché non s'è fatta la leggina sul conflitto d'interessi".
Mi alzo perplesso, riprendo fiato e scolo la pasta direttamente nella padella con una schiumarola, quella specie di mestolo tutto bucherellato.
La salto fuori dal fuoco con una presa di parmigiano. Ma mi sono agitato ed esagero, ne metto decisamente troppo.
Ecco, lo sapevo sono uguale a Massimetto. Se mi innervosisco, tendo a esagerare. Eppure stavo andando tanto bene....

2 commenti:

Barbapapà ha detto...

Mecojoni

Riccardo ha detto...

Prestigio e Scioltezza, insieme al grande capo indiano Estiqaatsi, saluta il ritorno di Cesarepascarella!