martedì 31 marzo 2009

Natura morta-(cci loro)


Incendio doloso e doloroso. Le fiamme hanno distrutto uno dei locali storici di Roma, il Bar Necci del quartiere Pigneto, caro soprattutto ai cinefili per essere stato una fra le location location del film "Accattone" di Pierpaolo Pasolini. Gli investigatori hanno trovato dei copertoni di gomma e degli stracci imbevuti di benzina.

In collegamento da Riga


(AGI) - Roma, 31 mar. - Giulietto Chiesa sceglie la Lettonia, perche’ in Italia “non vi sono liste politiche nelle quali potrei candidarmi senza contraddire le mie posizioni” o senza “avallare forme e modi con cui esse sono state concepite, e anche attenuare o stemperare la dura critica politica nei confronti dei comportamenti e delle scelte di tutti i partiti del centro sinistra e della sinistra in questi ultimi anni”. Quindi, ecco la svolta:”Mi candidero’ alle elezioni europee, ma - annuncia - in un altro paese. Ho accettato la proposta di candidatura del partito ‘Per la Difesa dei Diritti Umani in una Lettonia Unita’”.

lunedì 30 marzo 2009

Succede



Succede a Genova. Succede dal 31 dicembre. Succede fino al 3 maggio. Succede che si ricorda Fabrizio De Andrè a 10 anni dalla sua morte. Succede che questa mostra non la puoi perdere. Succede che ci vai. Succede che ci vai con tre amici. Succede che ti emozioni già solo all'idea di andarci. Succede che ti emozioni davvero, andandoci. Succede che ti emozioni talmente tanto che appena dentro il Palazzo Ducale, ti commuovi. Succede che la mostra è meravigliosa. Succede che sei contento di aver scoperto, ormai 20 anni fa, a 15 anni, un artista eccezionale, straordiario. Succede che sei felice davvero. Succede a Genova, il week end scorso.

mercoledì 25 marzo 2009

La lobby dei cani e Crappy cocainomane

Immobile


Minchia!

Il coccodrillo come fuck!


Lotta per la sopravvivenza al Parco nazionale Kruger, in Sudafrica. Un leopardo attacca e uccide un coccodrillo di piccola taglia. La straordinaria sequenza fotografica è stata scattata da un turista americano.

martedì 24 marzo 2009

Atrocità, onta, ripulsa: l’olio nella Cacio e Pepe non va!

Atrocità, onta, ripulsa: l’olio nella Cacio e Pepe non va
tramite Dissapore di Massimo Bernardi il 24/03/09

Non ci ho dormito stanotte. Per un momento ho valutato la possibilità di andare da Salvatore Tiscione, il cuoco della trattoria Felice a Testaccio, e di chiedergli perché mette l'olio nella Cacio e Pepe (sfrontato!, lo dice pure nel video). Poi ho deciso più realisticamente di darmi un limite, ho afferrato la bibbia—Le ricette regionali italiane di Anna Gosetti della Salda—e a pagina 696 alla voce ingredienti ho letto d'un fiato: pecorino grattugiato non piccante, sale, pepe. PUNTO. Ps. nemmeno se me lo dice il New York Times che quelli di Felice sono i tonnarelli cacio e pepe della vita me ne faccio una ragione: l'olio non va. Sbaglio?

Ispirazione: una conversazione intercettata ieri su Friendfeed.

*La miglior cacio e pepe di Roma la fa Primo al Pigneto, che amalgama pecorino e parmigiano 50/50 con una buona mestolata di brodo caldo, ma non bollente e poi ci tuffa dentro i tonnarelli appena sciacquati sotto l'acqua fredda


Lo sciacquabicchieri #130


Vescovi furibondi: «Su Aids e preservativo Papa irriso e offeso. Vicenda Englaro manipolata. Grottesche le accuse di ingerenza. Diritto di morire raccapricciante. E pure quell'Ibrahimovic ha un po' rotto i coglioni!».

lunedì 23 marzo 2009

La miglior trattoria: il dibattito è aperto


Pigneto Quarantuno e Felice a Testaccio sono the best secondo il New York Times; almeno per ora. Almeno fino a quando non verranno a rovesciare secchi di letame. Prosit

*Per me il miglior posto dove mangiare a Roma è alle Colline emiliane in via degli Avignonesi

venerdì 20 marzo 2009

...e la gabbia dei canarini

Scherzando nel gergo di Facebook si dice, tra l'altro, che quando si abbandona il social network ci si suicida, o come nel mio caso si viene suicidati. In Iran succede la stessa cosa nella vita reale e non si tratta di un modo di dire. Al cimitero ci finisce ogni tanto anche qualche blogger. Cito dal Foglio:
Quelle dei blogger dissidenti sembrano storie da playstation, non bucano né la rete né i giornali e la figura del diarista elettronico in rivolta contro l'autoritarismo evoca un contesto di individualismo, di isolamento personale, di clandestinità avvolta in una sinistra trasparenza virtuale (...) Bisogna cambiare questo andazzo
Si chiamava Omid Reza Mirsayafi. È morto ieri nella prigione iraniana di Evin.

*Messaggio promozionale
È uscito per Chiare Lettere il libro di Daniele Bianchessi, Passione Reporter. Forse ne parliamo mercoledì ad insieme alla madre di Ilaria Alpi.

Il cimitero degli elefanti

giovedì 19 marzo 2009

Il solito Ecomunist



Economist di domani.



La copertina del New Yorker del 1976 disegnata da Saul Steinberg. Si acquista qui.

martedì 17 marzo 2009

Ma quei cani siamo noi?

Quei cani siamo noi

cane.jpg


Ma a voi questa storia dei cani randagi che vanno in giro a sbranare bambini e turisti non sembra la metafora cinematografica della società prevista da Enzesberger?

Ronde notturne, scontri razziali, barboni dati a fuoco: cacchio, siamo l'avanguardia mondiale della guerra civile molecolare.

I cani randagi che seminano il panico in Sicilia siamo noi, ma non ce ne siamo ancora accorti.



Rico's touch

Lost in transmission






La storia è questa. Ieri mi sono registrato su Facebook a nome di Enrico Vaime, trafficando un po' con la sua identità a zonzo per il social network. Ho stretto amicizie, aperto gruppi e sono diventato perfino fan di Jessica Rizzo, oltre che della rucola. Poi questa mattina dopo aver svelato in diretta ad Omnibus Life il colpo basso, abbiamo deciso con la produzione di cambiare l'indirizzo mail personale di Vaime, per non trovarci sommersi di richieste di amicizia; ne erano già arrivate 26 in pochi minuti. Ho dato la mia email, la stessa a supporto del mio account FB, e fu subito tana. Mi hanno cancellato senza tanti complimenti. A questo punto ho rimosso l'account di Vaime, spiegandogli l'intento giornalistico dell'operazione e ho richiesto il ripristino del mio profilo, senza ricevere ancora alcun riscontro. Il popolo di FB non se ne dispererà.


Rico's touch

Annamo bene


Il Papa in volo verso l'Africa:


L'epidemia di Aids "non si puo' superare con la distribuzione dei preservativi
che, anzi aumentano i problemi".

Ansa, 11:18

lunedì 16 marzo 2009

Das Auto


La spettacolare torre dell'Autostadt, la città dell'automobile della Volkswagen a Wolfsburg, in Germania. Il fulcro di questo polo attrattivo è composto da due torri di vetro di 52 metri di altezza in cui vengono tenute le nuove automobili. Le torri sono collegate alla fabbrica da un tunnel sotterraneo.

domenica 15 marzo 2009

Lo sciacquabicchieri #129


La crisi agita gli animi. Marcegaglia: ora soldi veri. Berlusconi: già dati soldi verissimi. Mourinho: Ranieri e Ancelotti? Due veri stronzi.

Waiting for... NAMASTE

Lost, mi manchi già! Questa settimana di pausa non ci voleva...

venerdì 13 marzo 2009

Run of play

Non è che assuefatti all'istante di uno status postato al volo, come uno stupida smorfia stampata sul volto, faremo a meno delle nostre passioni? Voglio dire c'è anche altro: date un'occhiata a questo bellissimo blog sul calcio

giovedì 12 marzo 2009

Lo sciacquabicchieri #128


Evo Morales mastica una foglia di coca al summit Onu. "Non e' una droga, ma un medicinale". Berlusconi mastica una pastiglia di Viagra ad un convegno sullo stupro. "Solo la bagatella di un momento..."

mercoledì 11 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009

Esticazzi?


È partita la spedizione «Catlin Arctic Survey»: gli esploratori Pen Hadow, Martin Hartley e Ann Daniels sono partiti dal Canada e cercano di raggiungere il Polo Nord a piedi.

domenica 8 marzo 2009

Lo sciacquabicchieri #127


Ronaldo: "Non sono grasso, ho troppi muscoli". Cristina del GF: "Non sono tettona, ho troppe tonsille".

giovedì 5 marzo 2009

Lo sciacquabicchieri #126

Scontro shock ieri per il giovane attaccante interista Mario Balotelli, finito contro la porta della Sampdoria e poi crollato al suolo. Preoccupazione e accertamenti in ospedale per il palo.

L'occasione fa l'uomo(u)rinho

Come al solito ci sfugge il lato umoristico...

Rico's touch

lunedì 2 marzo 2009

Ronde: who watches the watchmen?


Quando la provincia è assediata dalla criminalità e volanti e gazzelle diminuiscono notevolmente, arrivano le ronde. Incalza la nuova onda tumultuante di “giustizia popolare”. E, proprio come nel mondo di certi supereroi, il governo intende incentivare questi vigilantes. Ma qual è il limite tra l’insicurezza effettiva e quella percepita? Chi ci assicura che non si venga a creare così un mondo prigioniero di fantasmi, dove anche pensare di essere seguiti è un fatto di cronaca grave? E soprattutto, chi veglierà sui vigilantes?

Lo sciacquabicchieri #125

Il castigatore di Manhattan, il procuratore Robert Morgenthau, si ritira a 90 anni. Galliani: "Ottimo per la difesa del Milan!"

Via del Campo, Amburgo, Germania


Per un pomeriggio il quartiere a luci rosse di St. Pauli ad Amburgo ha cambiato volto. Incredibilmente tante le persone in abito scuro. St. Pauli si è fermato per dare l’ultimo saluto a Domenica Niehoff, la più famosa prostituta tedesca, morta a metà febbraio a 63 anni in seguito a una malattia polmonare. Un’autentica icona di quello che è il più noto quartiere a luci rosse in Germania.

«È stato probabilmente il più grande corteo funebre che si sia mai visto a St. Pauli», si è spinto a dire il pastore Martin Paulekun. A ragione: dietro un’orchestrina di fiati che intonava di tanto in tanto «La Paloma» si sono radunate circa 500 persone. Vecchie amiche di Domenica, ex clienti, qualche celebrità come il campione di pugilato René Weller e persino una deputata nazionale dei Verdi. Tutti pronti a ricordare quanto quella figlia di un immigrato italiano diventata suo malgrado prostituta fosse sempre pronta a dividere con gli altri quel poco che aveva.Gli amici che hanno organizzato il funerale non hanno voluto che fosse troppo serio. Ed ecco che, lungo la Herbertstraße, davanti il bordello gestito un tempo da Domenica, la folla si ferma per un minuto di silenzio. Subito dopo l’orchestrina attacca «I can’t get no satisfaction».
da La Stampa.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200903articoli/41508girata.asp